Gentile: "Unghia del mignolo lunghissima, l'affondò nel collo di Paolo Rossi. Uno dei difensori più scorretti"

In un'intervista a La Stampa l'ex difensore Claudio Gentile ha raccontato un retroscena sui Mondiali 1982.
Intervenuto ai microfoni de La Stampa, Claudio Gentile ha ricorda i suoi trascorsi in bianconero: “La prima immagine in bianconero è Boniperti che sorride quando si accorge che ero più alto di lui. Gli avevano riferito fossi piccolino. Prima di tesserarmi avevano preso informazioni su tuta la famiglia. Il miglior campionato l'ho fatto da terzino sinistro. Trapattoni dopo gli allenamenti si fermava a lavorare con me”.
Poi sul mancato approdo sulla panchina della Juventus: “Ero ct dell'Under 21, mi chiamarono e sarei andato a piedi a Torino. Avvisai la Figc e mi spiegarono che su dime c'era un progetto per allenare la Nazionale maggiore, quindi non ho voluto tradire. La promessa non fu mantenuta e così persi l'occasione bianconera. Mi basterebbe sapere chi ha deciso e perché. Forse ho pagato il fatto di convocare solo chi meritava e non in base ai suggerimenti dei procuratori”.
Chiusura di Gentile sulla famosa marcatura asfissiante su Maradona ai Mondiali 1982: "L’ho fermato senza mai picchiare. Incredibile che mi abbia fatto la morale. Lui in carriera di espulsioni ne ha avute, io solo un rosso, a Bruges con al Juve in Coppa dei campioni, e non per un intervento scomposto ma per un fallo di mani. I suoi difensori sì che erano scorretti, Gallego affondava nel collo di Pablito l’unghia del mignolo che era lunghissima. E anche Passarella, con cui ho giocato a Firenze, e Tarantini, a volte entravano per far male".






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